L’importanza che veniva data al corpo umano, considerato non come fonte di
peccato ma come elemento positivo che doveva essere ben nutrito, rispettato e
abbellito oltre che conservato integro con la mummificazione per vivere in eterno è uno degli aspetti dell’antichissima civiltà egiziana che la rendono
tanto singolare.
Quale fosse l’ideale estetico del corpo umano lo capiamo dalle pitture, dalle statue e dai rilievi che vuole il tipo maschile giovanile e atletico e quello femminile snello, ma rotondo nel petto, ventre e cosce.
Spesso però troviamo deviazioni della realtà dal modello ideale e addirittura il corpo del faraone era presentato in quelle forme androgine spesso sconcertanti
per noi.
Una cosa è però certa: il corpo e la sua cura estetica era nell’antico Egitto sempre
di notevole importanza, sia per motivi d’igiene sia per ricerche di medici e maghi che utilizzavano raffinate pratiche igieniche e cosmetiche vissute in un contesto di scienza, religione e magia.
La lingua dell’antico Egitto aveva due parole per esprimere il concetto di bellezza: la prima e più frequente ‘nefer’ con un significato tipo ‘essere perfetto, ben fatto, armonioso, bello, buono, equilibrato’ (infatti il mondo ideale dell’Egitto antico aspirava alla bellezza e all’armonia, ad un cosmo dove tutto era in equilibrio, anche l’aspetto fisico e corporeo oltre a quello morale e sociale) e
la seconda ‘an’ che esprimeva il senso di bello, ornato, decorato e che veniva scritto con il geroglifico dell’occhio abbellito e contornato dal kohl, un composto nero a base di antimonio o cenere per il trucco degli occhi.
Tutti i faraoni dovevano essere belli, tutti gli dei erano di una bellezza insuperabile. Il complimento massimo per una donna egizia era dire di lei
“E’ la stessa Hathor” riferendosi alla dea dell’Amore che era di una bellezza unica.
L’immagine del corpo era assicurata in mille modi nei tempi dei faraoni, sia utilizzando gioielli d’ogni tipo e d’ogni materiale sia attraverso il trucco per
gli occhi, il fard color di rosa per guance e bocca, le parrucche, le tinture per i capelli ingrigiti, le pomate per la calvizie, le creme per infoltire le sopracciglia,
le maschere per la pelle difettosa e rugosa del viso e del corpo e l’utilizzo di unguenti e olii profumati per il massaggio come anche l’uso di profumo, simbolo di gioia e di soddisfazione erotica che si accompagnava naturalmente al fascino della bellezza.
Per ‘creare’ i cosmetici vari venivano utilizzati ingredienti come miele, natron
rosso, sale marino, polvere d’alabastro, farina di semi di trigonella, latte umano e altro come anche zafferano, orzo, datteri, cannella, mirra, mirto ecc. e naturalmente la meravigliosa Aloe Vera.
Già nel 1500 a.C. scritti medici egizi raccomandavano quest’ultima come
cicatrizzante e sfiammante e evidenziarono anche le sue caratteristiche
dermatologiche, idratanti e emollienti oltre ad avere una certa efficacia restitutiva nei confronti di capelli deboli.
Le regine Nefertiti e Cleopatra la usavano per accrescere la loro bellezza e se avessero conosciuto i nostri prodotti ne avrebbero fatto sicuramente abbondante uso…e NOI?
Che cosa aspettiamo? Sicuramente lunedì 6 ottobre 2008, nella sede FLP di Roma in via dei Prati Fiscali 42, alle ore 19, si approfondirà l’argomento e si
sentirà l’atmosfera dell’Egitto… ci saranno ulteriori spiegazioni sul trucco in Egitto, i prodotti a base di Aloe Vera per la nostra bellezza, delle danzatrici del ventre … e NOI, naturalmente!
a cura della Senior Manager Angelika Mereu Nussgruber
Tratto dal Notiziario di Settembre 2008 della Forever Living Products