
Nello scorso articolo vi ho proposto l’esercizio della rosa, tratto da una meditazione di Roberto Assaggioli.
Oggi vi parlo ancora della rosa.
Nella cultura orientale viene spesso menzionato il fiore di loto e la sua simbologia è legata al fatto che questo fiore affonda le sue radici nel fango e le sue corolle si aprono come una meravigliosa purissima coppa.
I petali hanno una straordinaria peculiarità: sono sempre puliti.
L’acqua, la fanghiglia e i piccoli insetti scivolano.
Per questo il fiore è il simbolo di ciò che l’uomo è chiamato a fare, pur nascendo dal fango, può tendere ad un ideale di purezza.
La rosa non ha queste caratteristiche così particolari, ma ha anch’essa un gran valore ed è indubbiamente più legata al nostro mondo.
Secondo il colore, assume diversi significati simbolici, è il fiore legato a Santa Rita, la Santa delle grazie impossibili, è il fiore che comincia a sbocciare in primavera e che profuma i nostri giardini.
La cosa però su cui mi vorrei soffermare è il fatto che la rosa è dotata di spine: rappresentano la sua difesa, possono ostacolare l’aggressione di alcuni tipi di bruchi.
Noi, però, siamo abituati a vedere le spine come qualcosa di assolutamente negativo.
“Star sulle spine”, “avere una spina in cuore” sono due modi di dire che ci rimandano a emozioni negative, ma una “spina” può far nascere una “rosa”, perchè una cosa dolorosa ha una funzione e un valore.
Sta a noi vederla e trasformarla.
Per incominciare a far questo, vi propongo un piccolo esercizio.
Prendete un quaderno e una penna mettete la data e scrivete una cosa negativa vissuta, vi illustro come fare attraverso un esempio banale.
…..22….novembre 2007
Spina: stamattina ho preso una multa di 79 euro per divieto di sosta.
Rosa: ho parcheggiato là in fretta e nervoso, perché ho sempre poco tempo,ho capito, però, che posso imparare a delegare
Rosa: Individuo chi può darmi un aiuto.
Luca può accompagnare Silvia a scuola. Luisa può……
Rosa: E’ importante per me e per loro instaurare un clima di collaborazione, anche se per loro collaborazione è sinonimo di sacrificio
Rosa: Posso far entrare il concetto che “sacrificio” significa “rendere sacro” (lo ha detto anche il dott. Negri) per cui è bello far qualcosa con e per gli altri
Rosa:………..
…………..
Alla fine di ogni esercizio è opportuno scrivere questa frase:
Ogni rosa ha una spina, ogni spina ha una rosa: ogni avvenimento ha due facce ugualmente importanti per la mia vita.
Vi assicuro che se facciamo nostra questa capacità di osservare, se nutriamo ogni nostra azione di attenzione e di positività, possiamo comprendere fino in fondo la bellezza e il significato di ogni piccolo gesto.
Quando tengo i miei seminari parto sempre dall’importanza della relazione con il nostro corpo, è lui che ci permette di essere in questa vita e a lui dobbiamo rispetto.
Per questo anche oggi, con i prodotti che vi propongo osserveremo bene le nostre sensazioni.
Ci dedichiamo al cuoio capelluto: la buona terra da cui nascono i nostri capelli.
In questo periodo dell’anno, causa l’umidità, il tasso più alto di inquinamento, il cibo e lo stress da lavoro, il cuoio capelluto ha bisogno di cure particolari.
Cominciamo a stendere sui palmi delle mani, e poi su tutta la cute della testa, Aloe Vera Gelly: gel di aloe vera stabilizzato al 100%.
Massaggiamo con i polpastrelli delle dita tutto il cuoio capelluto, partendo dal centro e andando verso le tempie e poi verso la nuca.
Sono zone del nostro corpo in cui si accumulano molte tensioni.
Prestiamo attenzione a questo massaggio e alle sensazioni di benessere che ne ricaviamo.
Ascoltiamo come anche i muscoli del collo si rilassano e come la fronte si distende.
Con questi movimenti apportiamo un maggior flusso di sangue al cuoio capelluto, in questo modo i bulbi dei capelli si rinforzano.
Sappiamo che l’Aloe Vera Gelly protegge, calma e lenisce la pelle.
La cute e i capelli hanno bisogno di essere nutriti, possiamo, quindi, stendere la Gelly su tutta la lunghezza dei capelli.
Se facciamo il massaggio e questo impacco salutare con regolarità, i nostri capelli diventano più forti e lucidi.
E’ importante lasciar agire per qualche tempo il prodotto.
Se laviamo i capelli a casa, possiamo fare l’impacco la sera e poi al mattino li laviamo.
Se andiamo dal parrucchiere si può lasciare in posa il prodotto per una decina di minuti.
Durante il periodo di attesa, prestiamo attenzione alle sensazioni del cuoio capelluto.
Si sente chiaramente che la Gelly “agisce”, le sue proprietà idratanti e lenitive penetrano profondamente.
Se fate tinte o permanenti, potete proteggere la pelle spalmando questo gel di aloe in prossimità dell’attaccatura dei capelli: impedirà irritazioni.
La Gelly è un prodotto adatto anche alle persone calve e a chi soffre di alopecia.
Il calvo ha indubbiamente maggiori problemi al cuoio capelluto, può soffrire di arrossamenti e forte sensibilità cutanea.
Anche per la persona calva o rasata va bene il massaggio di cui parlavo prima.
E’ sempre opportuno ossigenare la cute: la rende più forte.
Un altro problema in cui incorre il calvo è l’invecchiamento precoce del cuoio capelluto, per mantenerlo giovane si può usare Aloe Vera Gelly
alternandola con Aloe Lotion ricca di elastina e collagene.
Se però vogliamo rendere più affascinante, curato e amabile il nostro uomo calvo o rasato, suggerisco di mettere sulla testa il Pride che oltre all’Aloe contiene estratto di rosmarino e camomilla, quindi è un fluido con importanti caratteristiche di protezione.
Però, c’è un però …il profumo di Pride è così intrigante che temo si possa scatenare la moda della calvizie, vedremo tutti gli uomini ricorrere alla depilazione permanente dei capelli? …chissà!?!
a cura di Michela Pavesi
Pranoterapeuta e Bionaturopata,
Docente A.MI University di Treviso
Tratto dal Notiziario di Dicembre 2007 della Forever Living Products